Problema glicemia alta: come si risolve?

Se vuoi sapere come contrastare la glicemia alta leggi l’articolo che ho creato per te.

Quando si parla di glicemia alta?

La glicemia si può definire come la concentrazione di glucosio nel sangue.

Il glucosio, di vitale importanza per l’organismo, viene trasportato dal sangue a tutte le cellule del corpo per il loro fabbisogno energetico. Importante è che i valori della glicemia siano nei limiti della normalità.

Le alterazioni possono essere allarmi sulla possibilità di sviluppo o sulla esistenza di alcune patologie.

Come ad esempio il diabete di tipo 2.

In caso di iperglicemia il nostro organismo reagisce cercando di ristabilire i giusti valori.

In una persona diabetica si possono in tal caso notare alcuni sintomi come l’aumento della sete e la minzione frequente. Questi sintomi sono spesso associati con altre manifestazione come sonnolenza, senso di fame e alito con odore fruttato.

Quali sono le cause della glicemia alta?

Le cause della glicemia alta possono essere molteplici e dipendono dal verificarsi da uno o più eventi.

Ad esempio fattori fisiologici e ormonali, errata alimentazione (assumere troppi carboidrati per correggere un’ipoglicemia) = terapia non adeguata.

Anche in assenza di diabete la glicemia può talvolta risultare troppo alta. Ad esempio a causa dello stress o di altre patologie, come quelle tiroidee oppure a causa dell’assunzione di taluni farmaci (es. le anfetamine).

L’iperglicemia è dannosa per il nostro organismo. Sembra addirittura da recenti studi che l’aumento eccessivo di glucosio nel sangue esponga maggiormente al rischio di cancro, (pancreas e al fegato).

Chi sviluppa il diabete è poi soggetto ad altre complicanze come retinopatie, malattie cardiovascolari, ipertensione, ritenzione idrica.

Vi è inoltre la possibilità di ingrassare.

Il diabete gestazionale, se pur risolvibile, espone il feto a rischi durante la crescita.

Risulta quindi evidente come sia fondamentale controllare la concentrazione di glucosio nel sangue.

La glicemia alta o l’iperglicemia causa altri gravi danni nell’organismo. Questi sono a carico soprattutto delle pareti interne delle arterie di tutto l’organismo.

Con il passare del tempo portano ad un aumento dell’infiammazione di tali pareti che di conseguenza perdono elasticità e tonicità. Tutto ciò può portare all’arteriosclerosi.

Quali organi vengono colpiti?

Gli organi più colpiti sono le coronarie del cuore, le piccole arterie del cervello, i reni, e gli occhi.

Possono nascere molti problemi, come patologie cardiovascolari, patologie neurologiche (ictus cerebrali, malattie neurodegenerative), insufficienze renali e danni alla retina.

Inoltre l’iperglicemia favorisce l’iperproduzione di colesterolo, aumentando quindi i livelli di colesterolo LDL dell’organismo, con tutti i problemi derivati da questa condizione.

LDL, o colesterolo cattivo,è noto per essere un importantissimo termometro del rischio cardiovascolare.

Quali sono gli elementi principali che determinano un problema di glicemia alta?

Ne riconosciamo due principali, che possono essere considerati il “male” dei nostri tempi: lo stress e la scarsa attività fisica.

Una vita frenetica, problemi familiari o lavorativi destabilizzano  la nostra psiche, ma anche il nostro organismo. Stessa cosa la mancanza di esercizio fisico costante, che danneggia il nostro corpo.

Come abbassare la glicemia alta in modo naturale?

Dunque, fare attività fisica ogni giorno aiuta ad abbassare il nostro indice glicemico e a diminuire lo stress ed il nervosismo.

Ovviamente anche una dieta alimentare corretta è un’ottima alleata contro l’iperglicemia.

La prima cosa da fare per essere sicuri di tenere un buon regime alimentare, è imparare l’indice glicemico degli alimenti.

L’indice glicemico è la velocità con cui il glucosio, presente nei cibi, verrà assorbito dal sangue.

I carboidrati, ad esempio, saranno ad indice glicemico molto alto, mentre cibi ricchi di proteine e di grassi. Questi, pur non avendo un’influenza immediata sui livelli di zucchero nel sangue, a lungo andare ne causeranno un incremento.

L’indice glicemico può essere anche influenzato dalla metodologia di cottura degli alimenti.

Es. una bollitura parziale (pasta cotta al dente) o il raffreddamento di alcune pietanze, riducono la presenza di zuccheri nel sangue.

A tale scopo ci possiamo avvalere della possibilità di regolare la nostra alimentazione scegliendo con cura i cibi da preferire. L’importante è associare un’attività sportiva regolare e non trascurare l’idratazione.

Quali alimenti esistono in natura che aiutano a contrastare la glicemia alta?

Il mirto che agisce sull’assorbimento dello zucchero, il sambuco utile per stimolare la produzione d’insulina.

L’avocado, vero e proprio scudo contro glicemia.  (articolo completo)

Il mirtillo rosso contrasta l’aumento di peso dovuto a una dieta ricca di grassi e mantiene bassi i valori di glicemia e colesterolo. Questi sono valori importanti per chi soffre di obesità e diabete. Vedi articolo.

La cannella

Una ricerca su persone affette da diabete di tipo 2 ha evidenziato che la cannella abbassa glicemia, pressione e peso.

Questa spezia aiuta a contrastare diabete, ipertensione e obesità.

Lo studio sulle proprietà ipoglicemizzanti e ipotensive della cannella è stato eseguito in Inghilterra. Studio che rispettava il protocollo rigoroso che si utilizza per i farmaci (campione randomizzato, controllo con placebo e doppio cieco).
La ricerca inglese su diabete e cannella ha preso in esame 58 soggetti di entrambi i sessi, sofferenti di diabete di tipo 2.

A un gruppo sono stati somministrati per 12 settimane 2 grammi al giorno di cannella, all’altro un placebo.

Dopo 12 settimane è stato riscontrato un abbassamento della glicemia a digiuno, della pressione diastolica e sistolica, del girovita e dell’indice di massa corporea in coloro che avevano assunto cannella.

Non invece in quelle trattate col placebo.

Il tutto senza effetti collaterali.

Sapevi che il mango ha effetti positivi sulla glicemia.

Molecole che abbassano la glicemia

Berberina: é un composto bioattivo derivato dall’estrazione da diverse piante come la Berberis. Essa rappresenta un fitoterapico paragonabile alla potenza di un farmaco.

Questa molecola è stata lungamente usata dalla medicina tradizionale cinese, dove viene impiegata per trattare tanti disturbi.

Oggi la scienza moderna ne ha confermato gli effetti positivi. Le aziende di integratori americane più affermate la stanno iniziando ad inserire nei propri prodotti.

In Italia ancora siamo agli inizi. Negli Stati Uniti invece, molti cardiologi, oncologi, diabetologi ed alcuni endocrinologi, nutrizionisti la prescrivono con risultati veramente soddisfacenti.

Ad oggi si può paragonare agli effetti di un potente e famoso farmaco ipoglicemizzante quale la metformina.

In uno studio su 116 pazienti diabetici è stato visto che con 1 gr/die di Berberina si é abbassata la glicemia del 20% (da 126 a 101 mg/dl).

Taluni sono passati da livelli elevati di glucosio a livelli fisiologici.

L’effetto della berberina è quello di modulare soprattutto i recettori insulinici del tessuto muscolare potenziando la loro capacità di interagire con l’insulina.

Questa aumenta la sensibilità insulinica dei muscoli ed è capace di accelerare l’utilizzo di carboidrati da parte delle cellule muscolari. Inoltre presenta anche la capacità di abbassare i livelli di colesterolo LDL, di trigliceridi e di innalzare il colesterolo HDL.

L’acido alfa lipoico R.

Funzioni metaboliche dell’R-ALA.

Uno degli effetti più interessanti di questa molecola ( acido alfa lipoico) è  la sua capacità di migliorare la sensibilità insulinica dei tessuti, soprattutto muscoli e fegato.

Ciò vuol dire che essa stimola la capacità di questi tessuti di assorbire glucosio. Ciò favorisce e velocizza il ritorno della glicemia a livelli normali dopo l’assunzione di pasti contenenti dosi medio-elevate di carboidrati.

In questo modo si ottengono diversi vantaggi, come abbiamo detto appunto la glicemia si stabilizza più rapidamente e in modo più efficiente. Così si limitano i danni metabolici causati dall’iperglicemia e aiutando a preservare nel tempo la sensibilità insulinica.

Questo aspetto risulta molto importante anche per chi già di base possiede una sensibilità insulinica un po’ più bassa. Così permette di avere una risposta migliore all’assunzione di carboidrati.

Inoltre, il glucosio assorbito si indirizza più facilmente verso muscoli e fegato.

Ciò favorisce il recupero delle scorte di carboidrati (aspetto utile soprattutto per chi pratica sport di resistenza e/o di forza).  Diminuisce l’entrata di zuccheri nel tessuto adiposo, che porterebbe ad un aumento dello stesso.

In conclusione

L’R-ALA migliora la sensibilità insulinica di muscoli e fegato tramite due meccanismi. Questa aumenta l’espressione di trasportatori di glucosio sulla superficie di questi tessuti e segnala agli stessi una carenza di energia. Tutto ciò li spinge ad assorbire maggiori quantità di zuccheri.

Il cromo.

Il cromo è un micronutriente molto noto fra i diabetici per la potenziale capacità di incrementare la sensibilità nei confronti dell’insulina. Questo ne migliora la tolleranza al glucosio.

Glicemia alta: tutto chiaro?

In generale, evitate dunque di assumere quegli alimenti che presentano l’aggiunta di zucchero.

Il soggetto dovrà evitare i cibi ad alto contenuto di carboidrati e scegliere quelli che scatenano una bassa risposta insulinica. Meglio alimenti come frutta e verdura, cereali e carboidrati complessi ad alto contenuto di fibre.

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